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11/04/2016 - Attivitą internazionale

Campestre USPE: team ASPMI są farsi valere a Coventry. Il report

La Santini a due passi dal podio. Nel complesso buone le prestazioni dei singoli


Data: 10/04/2016


Coventry - Partecipare ad un campionato europeo è sempre un balzo in avanti. Per alcuni l’apertura di un orizzonte, la possibilità di dire “vado, corro e vediamo cosa succede”. Non sarà la regina dell’atletica eppure il cross un appeal  ce l’ha. Nessuno che decide di partecipare ha timore di correre su un fondo non dei più regolari dove esaltante è esserci a prescindere dal risultato finale.

Nè più nè meno quanto accaduto ai componenti la rappresentativa nazionale in Inghilterra.  

La relazione che ha presentato Angelo Vecchi  tratta dei “nostri tutti” che si sono ben comportati dando il massimo in termini di impegno. Gli stimoli c’erano eccome.

In primis il percorso che tracciato sui prati del “Princethorpe College”, era di quelli che ogni amante della corsa vorrebbe trovare, un anello da percorre tre volte per un totale complessivo di circa 11,5 km. per gli uomini e 7,8 per le donne, severo ma ben studiato per mettere a dura prova la resistenza organica e muscolare. Le due salite impegnative con pendenze notevoli e le asperità del fondo hanno fatto sì la gara si rivelasse dura e selettiva al punto che per ottenere piazzamenti era necessario dare fondo a tutte le energie.

Diciamo fin da subito che fatti i conti meglio di così non poteva andare.

Eccellente nell’individuale il quinto posto di Simona Santini capace di tener testa ad atlete di livello assoluto. Ma non solo. In un contesto del genere da considerare validi anche i tempi ottenuti da Vincenza  De Vitis, Rita Vernaci e Monica Menghini rispettivamente al 38°, 44° e 46° posto.

Non da meno quanto realizzato dal team maschile dove Manuel Bonardi che da buon triatleta abituato alla fatica, su un percorso severo (partenza controllata per poi aumentare progressivamente nel secondo giro e chiudere sempre in progressione) è riuscito a dare il meglio superando lo striscione da 33esimo.

E che dire del “veterano” Enzo Vanotti (42°) classe 1962 che si è battuto alla pari contro atleti assai più giovani. Sicuramente avrebbe potuto far meglio se non avesse corso solo 3 giorni prima nel campionato italiano master  a Fiuggi  chiuso con un ottimo terzo posto di categoria. Bene anche Alessio Ranfagni (51°) - portabandiera capitano della rappresentativa – che ha corso al massimo delle sue possibilità, per sua stessa ammissione pronto a riprovarci alla prossima edizione. “Bravo Alessio, sei un vero capitano”  è il gratificante complimento che Angelo si è sentito di rivolgergli.

Poi ancora l’inossidabile Marzullo (69°) così come l’esordiente Roberto Cortelli (81°) e Daniele Semenzato (82°) che con i loro piazzamenti hanno portato fieno in cascina consentendo al team di migliorare la classifica di ben 4 posizioni rispetto all’edizione precedente.  Organizzazione impeccabile e clima tipicamente inglese…in 4 giorni di permanenza solo cieli grigi come il carattere degli abitanti…per fortuna che, almeno i prati erano verdi!....” E’ il commento di Angelo Vecchi – sintetico e piacevole - tipico dell’atleta consumato che di gare tante ne ha fatte e molte ne ha vinte, una valutazione dei fatti solo all’apparenza distaccata eppure intesa a convincere se stesso e il gruppo di avere davanti un futuro ancora tutto da scrivere.

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ASPMI a Coventry, felici di esserci

Un team da 7 e mezzo.

L’importante è partecipare. Non è retorica se sei agente di polizia locale e tra un turno e l’altro trovi il tempo di allenarti a correre il cross e presentarti al via in una gara internazionale dove anche se non ottieni il massimo delle aspettative (leggi:medaglie) ritieni di aver fatto bene a provare. Se poi a conti fatti ti dicono che fai parte del team che si è classificato al quinto posto al femminile e al decimo posto tra i maschi, e che Angelo Vecchi ti garantisce che è un buon risultato, il piacere c’è eccome.

Tutti bravi quindi con un segno più per Simona Santini e Manuel Bonardi che del gruppo sono risultati alla fine i migliori. I due ben volentieri raccontano le loro sensazioni.

In un Europeo che atmosfera  si respira?

Simona

E' sempre bello partecipare a queste manifestazioni. Per me questa è la quarta volta e ognuna di esse porta con sè sensazioni multiple che rimangono dentro come esperienza di vita e di sport.

Manuel

L’essere in una competizione a convocazione sicuramente dona all’ambiente un certo fascino, soprattutto quando nei giorni antecedenti la gara si entra in contatto con atleti di altre nazioni, momenti particolari che creano motivazione e energia.

L’impatto ti ha creato emozione?

Simona

Trovarsi circondata da atleti di tutte le nazioni con i quali condividi lavoro e sport è un'emozione unica.

Manuel

In competizioni del genere una certa emozione c’è ed è giusto che sia. E’ il bello, anche se essendo al terzo europeo, di sicuro, molte sensazioni erano già provate e collaudate. 

Dai tempi di allenamento avevi sicurezza?

Simona

Stavo bene anche se i miei allenamenti erano mirati alla maratona che correrò a inizio maggio. La condizione comunque c’era. Sapevo di poter far bene sostenuta dal fatto che il cross è una disciplina capace di creare stimoli positivi. Si corre sull'avversario e in gara devi essere convinta delle tue possibilità per esprimerti al meglio.

Manuel

Sapevo di avere una buona forma. Già dai campionati italiani a Brescia avevo ricevuto belle risposte e sapendo di un percorso muscolare e di resistenza, essendo anche ciclista, ero convinto di poter ben figurare. Probabilmente tra tutti l’unico, magari solo quel giorno, a sperare nella pioggia per poter avere un percorso ancora piu’ lento, duro a me favorevole.

In corsa hai sentito la pressione?

Simona

Pressione direi di no. Cerco sempre di ascoltare me stessa in gara. Sono dell’opinione che quando impari a conoscere il tuo corpo sai anche rendere al meglio delle tue potenzialità.

Manuel

No, fortunatamente soffro poco la pressione nelle gare. Siano esse di ciclismo, triathlon o podismo riesco sempre a convogliare al meglio le emozioni. 

Sei andata/o bene così come credevi?

Simona

Ho corso cercando il podio e sarebbe stato bello dedicarlo a me e a tutta la squadra. Ci ho creduto, ma le altre hanno avuto la meglio nell'ultima parte della gara. Alla fine pochi secondi hanno fatto la differenza.

Manuel

Si, ho fatto la gara che credevo e speravo di avere nelle corde. Sono soddisfatto soprattutto del ritmo tenuto. Non essendo abituato a gare brevi e con medie veloci, temevo di pagare molto di piu’ l’impatto del primo giro. Sono invece riuscito a fare un ottimo riscaldamento ed a gestire bene i primi km che per me sono sempre critici. 

Per la strategia in gara hai qualche rammarico? Ti sembra di aver lasciato qualcosa?

Simona

Sarebbe stata meglio una partenza un po' più accorta ma la bulgara Danekova è partita forte crollando poi sul secondo giro. Il tracciato era duro, con salite che sicuramente hanno messo alla prova tutti. Non amo molto le salite ma tutto sommato, considerando le mie avversarie più forti e giovani di me, valuto la mia una buona prestazione.

Manuel

No, sono felice. Dopo un primo giro accorto e volutamente controllato, all’inizio del secondo ho davvero cambiato passo, rimontando molte posizioni e riuscendo ad avere ottime sensazioni. Nel terzo sono riuscito a mantenere quanto di buono fatto nel secondo giro. Credo proprio di aver dato tutto quello che potevo

 

Che impressione hai avuto degli/delle avversari/e che ti hanno preceduto?

Simona

Le mie avversarie erano forti. Già con Angelo Vecchi sapevamo con chi avremmo avuto a che fare e che sarebbe stata dura, ma mai darsi per vinti prima che una gara sia conclusa. Le somme si tirano sempre alla fine.

Manuel

Un livello altissimo. Molti erano specialisti di queste discipline. In pochi secondi si potevano guadagnare o perdere diverse posizioni, a comprova del fatto che la gara era tirata e le forze in campo notevoli. Tutto molto stimolante.

Per finire, un giudizio sull’organizzazione.

Simona

Molto scrupolosa per certi aspetti, ma devo dire che per noi italiani abituati ad un certo tipo di alimentazione, pranzare il giorno prima della gara solo con tramezzini dal contenuto non meglio definito e patatine fritte in busta, senza nemmeno un posto per sedersi, non è stato proprio il massimo.

Manuel

Il percorso di gara bellissimo, perfetto in ogni sua parte e svolto in una stupenda location. Si vede che il cross lo hanno inventato in Inghilterra. Bello anche l’alloggio. Unica pecca, rispetto alle mie precedenti esperienze europee, una cerimonia di presentazione un po’ sacrificata e stringata.

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A chiusura un messaggio “fuori sacco” breve ma ricco di significato viene da Simona:Voglio comunque rivolgere un sincero grazie a tutta la rappresentativa italiana: siamo stati veramente bene assieme, noi e Angelo, che ormai è un amico e mi segue sempre, anche al di fuori delle gare ASPMI”.

 

 

 

 

Foto 2920

 

il team al completo

 

 

Foto 2909

la rappresentativa femminile

da sin. Rosa Rita Vernaci, Simona Santini, Monica Menghini, Maria Vincenza De Vitis

 

 




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