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15/06/2017 - Attivitą internazionale

Basket USPE in Lussemburgo

Mancata qualificazione per differenza canestri.


Data: 15/05/2017


Foto 3420 di A. Fuolega

 

 

 

 

Diekirch - È ormai passato quasi un mese ma le emozioni che si sono condensate nei tre giorni passati in Lussemburgo sono tutt'ora vive. Probabilmente non tutti quelli che hanno partecipato si sono resi conto della portata del risultato raggiunto ma era da Palermo 2005 che la nostra rappresentativa nazionale non realizzava un risultato tanto positivo quanto quello ottenuto nientemeno contro team di assoluto rispetto, il cosiddetto “Regno Unito” gruppo selezionato rappresentativo di una grande nazione, con un’ottima organizzazione e fondi a disposizione (12 atleti, 2 dirigenti, allenatore, vice allenatore e massaggiatore) presentatosi per vincere e che noi siamo stati orgogliosi di battere.

 

Intendiamoci, la tre giorni lussemburghese è stata tutto tranne che una passeggiata.

 

Noi (o almeno io) eravamo partiti con molte speranze. Le sensazioni, questa volta, erano quelle giuste: aver fatto tutto il possibile, e più del solito, per allestire una squadra in grado di non sfigurare nel girone di qualificazione realizzando una performace tale da consentirci di essere presenti alla fase finale programmata per il settembre prossimo ad Atene.

 

Non avremo mai la controprova eppure la consapevolezza che non siamo stati aiutati dalla fortuna è un principio che vale la pena evidenziare. Per sorteggio siamo stati l’unica squadra a giocare due gare in un unico giorno. Visti i risultati conseguiti se avessimo giocato a gare invertite, prima con il Regno Unito e di seguito con il Lussemburgo, le cose sarebbero andate diversamente.

 

E’ andata ma non abbiamo niente da recriminare. L’europeo è un evento al quale in qualsiasi caso vale la pena partecipare.

 

I primi brividi li abbiamo provati durante la cerimonia di inaugurazione. A rappresentative nazionali schierate cantare l’inno d’Italia, come diceva una famosa pubblicità, non ha prezzo.

 

La prima gara, quella con i padroni di casa, ci ha inizialmente illuso. Il primo quarto ce lo siamo giocato alla pari chiudendo 17 a 15 in nostro favore. Il Lussemburgo, sicuramente più squadra, che può allenarsi una volta alla settimana per tutto l'anno e che possiede un paio di elementi che giocano nella serie A locale si è immediatamente ripresa dimostrandosi di una categoria superiore.

 

Nel secondo quarto hanno impresso un ritmo forsennato che ci ha stordito e che li ha fatti chiudere in vantaggio di 16 punti ampliati poi a 29 per raggiungere alla fine del quarto tempo 32.

 

Un adeguato margine di punti positivi in vista della partita successiva.

 

Noi, forse un po' intimoriti da questa reazione veemente della squadra di casa, memori delle ultime due volte in cui li avevamo incontrati, occasioni nelle quali si erano dimostrati nettamente superiori, non siamo riusciti a contenerli pregiudicando, causa divario di punteggio accumulato, l’accesso alla  “Final Eight” di Atene.

 

Nella seconda gara, grande prova contro il Regno Unito. Superiori nel gioco, nel fisico, nella tattica abbiamo prodotto un buon risultato nei numeri (75 a 67) ma non sufficiente per ottenere un quoziente punti (0.84) migliore dell'Olanda che, in altro girone, ha ottenuto 0.89.

 

Da ciò occasione persa non senza rammarico!

 

 

Archiviato l’evento qualificazione la soddisfazione che resta è quella di aver imboccato la strada giusta, una strada che può dare delle soddisfazioni, una strada che può essere intrapresa e che mi auguro sia d’esempio anche per altre discipline sportive: aprire ad atleti appartenenti ad altre Forze di Polizia.

Ebbene si!. Senza snaturare l’ossatura della squadra - formata per 9/12 con appartenenti alla Polizia Locale - la squadra è stata rinforzata con 2 colleghi dell’Arma dei Carabinieri ed uno della Polizia di Stato. In questo particolare momento dove i nostri corpi di P. L. sono ormai “vecchi” e le assunzioni sono centellinate, aprire la partecipazione a questo tipo di gare a colleghi provenienti dalle altre Forze di Polizia, può aiutare a cambiare passo e far assumere ad ASPMI tutt’altro ruolo nelle rassegne continentali. Questi, che vale assolutamente considerarli “colleghi”, hanno provato enorme piacere nell’essere presenti in tale tipo di manifestazione.

Da consigliere nazionale in nome e per conto di ASPMI, con gratitudine ringrazio loro per l’impegno profuso che ha consentito di uscire a testa alta da una competizione dalla quale in futuro potranno essere tratti risultati sicuramente migliori.

Complimenti agli organizzatori e a Massimo Re, Vice Presidente ASPMI per l’occasione impeccabile delegato USPE.

Un grande abbraccio a tutti quelli che hanno partecipato a questa avventura.

 

 

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(n.d.r.) I componenti del team presenti in Lussemburgo

                         Luca Biagini (capitano) GS Riccione; Paolo Gai, Franco Modafferi e Gerolamo Cherchi (vice allenatore) GS Torino; Stefano Varola e Roberto Ferrara (allenatori) GS Venezia; Daniele Vacondio GS Reggio Emilia; Duccio Maschio, (selezionatore tecnico) GS Firenze; Carlo Pieralli, Comando PL di  Prato;

Luca Garbetti Comando PL Unione Comuni Empolese Valdelsa; Antonio Lanzone, Polizia Ferroviaria Torino; Nicola D’Aurizio, Arma dei Carabinieri Ramiseto; Giovanni Tondo, Arma dei Carabinieri San polo D’Enza.

 

 

Foto 3395

 

 

 

 

in piedi da sinistra: R. Ferrara (allenatore), F. Modafferi, N. D'Aurizio, G. Tondo, A. Fuolega (delegato ASPMI), L. Biagini (capitano), D. Maschio (selezionatore tecnico), C. Pieralli, G. Cherchi (Vice Allenatore). Accosciati da sinistra: P. Gai, S. Varola, A. Lanzone, D. Vacondio, L. Garbetti

Foto 3419

 

............. l'Inno di Mameli!

 

Foto 3396

 

un "preoccupato" time out durante l'incontro con il Lussemburgo

 

Foto 3418

selfie post gara dopo la vittoria su regno Unito


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Ultimo aggiornamento: 16/11/2018