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10/07/2017 - Attivitą internazionale

Tennis Campionato Europeo. In vetta alle classifiche tedeschi, belgi, austriaci

Pirro il migliore dei nostri cede solo al vincitore. Foto e report


Data: 10/07/2016


 

 

 

BUDAPEST - Sostenere che è andata bene in quanto a risultati sul campo è un eufemismo dato come da tempo in competizioni  USPE, di qualsiasi tipo esse siano, per i nostri pochi sono gli avversari abbordabili.

Premesso che in un contesto popolato da giocatori esperti in possesso di caratteristiche tipiche di chi il tennis lo pratica ad alti livelli; dove tutti  hanno giocato per vincere; dove Pirro il migliore dei nostri al secondo turno ha trovato sulla sua strada nientemeno che il vincitore si comprende come partecipare ad un “Europeo” si può anche perdere eppure non avere grossi rimpianti. Le domande ad alcuni di loro non sono tante eppure sufficienti per capire cos’è accaduto al National Training centre of the Ungarian Tennis Federation.

Allora, cos’è accaduto a Budapest?  

Erika: “La consapevolezza fin dalla cerimonia di apertura di essere parte di una manifestazione importante. Campi in terra battuta molto ben curati. Club piuttosto scarso in fatto di organizzazione tecnica e logistica”.

Nicola:L’evento organizzato dalla Polizia ungherese, seppur in un bel contesto quale è da considerare la città di Budapest, si è rivelato a livello organizzativo al di sotto delle aspettative. Criticità sull’alloggio, la serata di gala conclusiva e lacune nel pur funzionale centro sportivo che ci ha ospitato”.

Domenico: “Bella manifestazione nell'insieme, la partecipazione di 19 nazioni presuppone impegno e un lavoro nella fase di preparazione significativo oltre ad una buona dedizione  verso l'ospitalità che a Budapest in tutta sincerità è un po' mancata”.

Nel complesso come valuti il livello di gioco espresso?

Erika: “Livello di gioco altissimo come si conviene in eventi di questo genere. Giocatori giovani e molto preparati tecnicamente e fisicamente. Rispetto a Milano di due anni fa, ho trovato il livello ancora più alto e maggiore competitività tra la nazioni vincitrici”.

Nicola: “Sempre molto alto, considerando che alcuni rappresentati delle varie squadre hanno frequentato il circuito ATP/WTA”.

Domenico:  Molto alto per più di un motivo, primario l'età media dei giocatori assai giovani in gran parte preparati sia tecnicamente che agonisticamente capaci di produrre una tipologia di gioco di nuova concezione, violento e preciso nello stesso tempo”.

Quale era il tuo obiettivo?

Erika: “Cercare di ottenere il meglio dal mio gioco pur presupponendo che fare risultato sarebbe stato assai difficile se non impossibile. Nel singolare ho perso dalla terza classificata e nel tabellone di consolazione me la sono giocata con la collega greca dopo 2 ore di match.”

Nicola: “Primario raggiungere gli ottavi di finale (suo miglior risultato Monte Carlo 2011 n.d.r.). Ho vinto il primo match contro uno slovacco, per poi perdere dal giocatore belga quest’anno vincitore del titolo.

Domenico: “In quanto accompagnatore e giocatore di riserva era quello di far ben figurare la rappresentativa nazionale in campo e fuori. Ho dovuto sostituire un compagno infortunato ma sul campo davanti ad un ventitreenne greco mi sono dovuto piegare soprattutto per la differenza di età”.

 

In prospettiva cosa manca per far meglio?

Erika: “Oltre ovviamente all’arrivo di elementi nuovi sono dell’opinione che se la nostra attività fosse sostenuta maggiormente dal proprio comando di appartenenza in termini sia pratici che logistici credo che potremmo ottenere qualche risultato in più.

Nicola:  La macchina per riavvolgere il tempo! La differenza di età tra gli atleti inizia ad essere importante”.

Domenico: “Nel nostro staff mancano soprattutto gli atleti giovani. Abbiamo visto squadre con accompagnatori, medico al seguito, personal trainer, forse per noi è troppo. Non dico questo ma per esempio un abbigliamento preventivamente scelto e destinato a queste manifestazioni sia per giocare che per partecipare ad incontri, serata di gala ect., potrebbe dare un tocco in più”.

Cosa ti auguri per i prossimi campionati ?

Erika: “Di potervi partecipare in quanto a prescindere dai risultati rimane  un’esperienza per certi versi esaltante che arricchisce sia tecnicamente che umanamente”.

Nicola: “Poter essere presente e partecipare ancora ad un evento che valuto prestigioso e coinvolgente”

Domenico:  “Fino al 2021 si potrebbe fare molto, una ricerca di atleti in giro per l'Italia, una cooperazione chiara, intensa e responsabile all'interno di ASPMI con incarichi a persone competenti del settore, che abbiano voglia e piacere di espletare questa mansione con supporti anche economici coì da poter pianificare raduni ed incontri. Per gli allenamenti potremmo metterci tutti agli ordini di Nicola (Pirro n.d.r.) l’unico dal quale potremo ricevere suggerimenti e consigli.  Un impianto sportivo dove poterci trovare che forse disponibile c'è potrebbe essere Carrara, poi il resto viene”

Per chiudere. Sensazioni?

Erika: “Nel complesso positive se limitate all’evento sportivo.  Negative per l’ineguatezza della struttura alberghiera sia per l’ospitalità (mancanza di aria condizionata) che per il vitto, in considerazione anche della serata di gala che era tutto tranne che di gala…noi italiani abbiamo una marcia in più, in tutti i sensi”.

Nicola: “Positive, con la speranza che il movimento tennis ASPMI abbia nuovi innesti per poter competere a questi livelli”.

Domenico:  “Le sensazioni a mio avviso sono di scarsa dedizione, ma più che altro per mancanza di persone giuste nei posti giusti che abbiano incarichi precisi che possano dedicarsi, e qui mi ripeto, soprattutto con supporti economici e logistici”.  

 

 

Foto 3476

da sin. con il delegato ASPMI David Rugeri, Chiara Canale,

responsabile tecnico Gianno Noli, Nicola Pirro, Cesare Porcelli, Domenico Franolli.

Portabandiera Erika Cambrini 

Foto 3477

da sin Porcelli, il responsabile tecnico Noli, Pirro

Foto 3478

Con Domenico Franolli Chiara Canale e a dx Erika Cambrini.

 


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